SBARCO IN NORMANDIA
"Omaha Beach" - 6 giugno 1944

Rappresentare lo sbarco in Normandia per un modellista è impresa ardua: una singola scenetta, magari in scala 1\32, può dare il pathos del combattimento, far vedere armi e mezzi, ma difficilmente si riesce a dare il senso della grandiosità e le difficoltà dello sbarco, le centinaia di metri da percorrere, i terrapieni, i bunker incassati sulle colline e i loro settori di tiro incrociati, i campi minati e gli innumerevoli ostacoli.







Solo le grandi dimensioni possono tentare ad avvicinarsi a questo risultato. Naturalmente la scala ideale per questo non può che essere la 1\72. Ciononostante nel nostro diorama, 170 x 80, siamo riusciti a rappresentare solo 3\4 di un settore di sbarco dei 7 che dividevano Omaha Beach.
Abbiamo optato per una rappresentazione in profondità per poter comprendere sia il mare, che la spiaggia che le colline con una piccola parte dell’entroterra.



Il settore rappresentato è quello di dog green: questo settore copriva l’ultima parte della spiaggia a Ovest e comprendeva un varco fra le colline per raggiungere Vierville e l’entroterra.
Era un punto pesantemente presidiato da bunker sulla spiaggia e sulle colline, con postazioni “tobruk” con mortai e campi minati. Era presidiato dalla 352a divisione di fanteria tedesca.



Gli alleati sbarcati appartenevano alla 29a divisione (116° reggimento) e al 5° reggimento ranger. Durante lo sbarco molte unità non hanno raggiunto i loro settori di competenza a causa del fuoco di sbarramento e della confusione creata dal fumo e dalle onde. I carri armati sherman ad Omaha sono quasi tutti affondati o sono stati fermati dall’artiglieria tedesca sulla battigia.
Omaha comunque è stato il settore di sbarco, ed in particolare Dog green da noi rappresentato, che ha tenuto con il fiato sospeso gli alti comandi alleati, tant’è che a metà mattina si stava quasi per far reimbarcare le truppe.



IL DIORAMA

Il diorama nasce all’interno di un laboratorio didattico di modellismo della scuola media Berna di Mestre/Venezia, tenuto dal professor Papaccio Giovanni (il prof.), insegnate di lettere e malato di modellismo, tanto da creare dal 2008 un laboratorio pomeridiano di modellismo che mediamente viene seguito da 15-20 ragazzi di 2° e 3° media. Lo scopo del laboratorio è di favorire negli allievi l’approfondimento e la passione per la storia attraverso una via originale e quantomai “antica” quale il modellismo.



Il diorama è stato costruito dai ragazzi del prof tenuti a bada da altri due modellisti di lungo corso: Damir Maximovic che ha curato tutta la parte di colorazione e di costruzione, e Camuccio Carlo Alberto che ha curato la parte di ricostruzione storica.
Il diorama ha volto rappresentare il settore di sbarco dog green; il corrispondente settore di difesa tedesco invece si chiamava wn 71.



La ricerca storica non è stata semplice perché malgrado l’immensa mole di documenti sul D- day e su Omaha, ricostruire esattamente un settore preciso ha richiesto di incrociare molte fonti, ricostruire pazientemente i tipi di armamento, le truppe presenti, le costruzioni. Le fotografie erano tutte post sbarco, in bianco e nero, spesso sfocate, e anche quelle aeree non ci aiutavano dato che molte fortificazioni erano distrutte o coperte. Teniamo comunque presente che è un diorama con una funzione didattica che doveva insegnare la storia ai ragazzi delle medie.



Proprio per questo motivo sono state fatte delle scelte non storicamente corrette: per semplici motivi di spazio il diorama manca di una zona (circa 15-20 cm in scala) fra le pendici della collina e la strada dove c’é una zona piana con delle case. Inoltre a scopo didattico è stata aggiunta la postazione di artiglieria con la torretta di un panzer IV , che nella realtà era presente nel settore Dog White. Anche la presenza di carri con la prima ondata è controversa: alcune fonti dicono che non sono mai arrivati perché avevano sbagliato settore, altri che erano immediatamente affondati. Sempre per motivi di spazio il settore è stato tagliato alle pendici che si affacciavano sulla strada per Vierville, mantenendo però i bunker per il fuoco di infilata. Subito dopo la strada iniziava il piccolo settore Charlie.
La rappresentazione vuole mostrare l’arrivo della seconda ondata alle ore 7,05 in condizioni di media marea: la prima ondata era stata spazzata quasi totalmente via: abbiamo rappresentato infatti i superstiti della prima ondata rannicchiati dietro il terrapieno o morti sulla spiaggia e sull’acqua, che nel frattempo era salita seguendo la marea coprendo sia i primi ostacoli marini che carri che caduti americani.



La seconda ondata è rappresentata da 4 mezzi da sbarco Lcvp (landing craft vehicle & personnel) e da un Lcm (landing craft mechanised) trasporta carri . Abbiamo utilizzatoper gli Lcvp kit Heller e Pegasus, mentre l'Lcm per i carri è della Dragon. La colorazione dei mezzi è stato deciso di farla di color grigio azzurro: le foto in bianco e nero non ci aiutavano ma poi consultando e consultando si è optato per questo colore rispetto al grigio scuro. Da considerare che il colore variava anche a seconda delle squadre navali a cui appartenevano. La confusione dei mezzi sulla spiaggia era tale che ci è parso corretto impostare con questo colore. Uno è stato tagliato e fatto affondare, mentre gli altri sono stati oggetto di aggiunte come le corde laterali fatte con lo spago di risulta di un veliero francese della Zvezda (la Fregata "Acheron")



Restando sui mezzi. I due sherman M4 sono rispettivamente un DWG (deep wading gear) della dragon e un DD (duplex drive) con il modello di base della Italeri. Poi il rivestimento impermeabile e galleggiante è stato auto costruito con stucco e cartoncino. I pali con le mine Tellermann (gli asparagi di Rommel) e gli ostacoli a triangolo rovesciato contro i mezzi navali sono stati auto costruiti con dei bastoncini di legno per le olive da aperitivo. I cavalli di frisia invece sono di un set Hasegawa
Salendo verso la collina incontriamo il filo spinato appena dopo il terrapieno. Tutto il filo spinato del diorama è stato costruito con zanzariera grigia, tagliata a strisce sottili e poi arrotolata a mano su dei paletti di ottone colorati .Lavoraccio perché bisognava fare moltissimi giri di filo spinato per riuscire a dare una resa verosimile, e la zanzariera non obbediva docilmente ai nostri ordini di arrotolarsi.
Il bunker sulla spiaggia (che esiste ancora ed è affianco il monumento di Omaha beach) è il buon bunker della Italeri. Le modifiche fatte sono state l’inspessimento delle pareti e dei soffitti (erano di 2 metri di calcestruzzo) con del cartoncino, il tetto che doveva avere uno strato di erba e sassi. E’stato anche spostato il muro di contenimento, spostandolo di lato, da destra a sinistra della casamatta. All’interno abbiamo messo un cannone terribile Pak 43/41 (della Ace Models) : terribile da montare perché pieno di pezzi e pezzettini e con una plastica con parecchie sbavature ma friabilissima. Comunque un buon risultato. I contenitori delle munizioni sono tubicini di ottone.



Tutti gli altri bunker, sezioni di bunker, tobruk o anche solo le porte d’accesso che si trovano sulla collina fra la trincea sono auto costruite con il cartoncino e poi dettagliati.
I sacchi delle trincee ed anche alcuni cavalli di Frisia appartengono al kit della italeri “Battlefield accessories” .
I figurini sono di varie ditte: 
i tedeschi sono Airfix e Italeri nella versione “German Infantry” e anche degli Italeri Africakorps modificati. Le truppe presenti ad Omaha avevano uniformi che comprendevano elementi vari sia della uniforme 39-43 (con gli stivali ad esempio) che quella adottata dopo il 43 (con scarponi e ghette). I serventi del Pak sono i figurini modificati dei due set Italeri. Molti figurini con Mp40 sono stati modificati e dotati di fucile. I serventi delle Mg erano originariamente sdraiati, ma sono stati modellati in modo che stessero in piedi.



Gli americani: erano presenti sia rangers che truppe di fanteria. Sono stati utilizzati rangers della Pegasus, fanteria americana della Caesar set 1 e quelli della Italeri Us infantry, e anche qualche posa dell'Airfix. Sempre della Italeri è stato utilizzato un set di figurini di vecchia produzione che utilizzava gli stampi Esci. Tutti i soldatini sono stati modificati dal buon Maximovic aggiungendoci il giubbotto di salvataggio (i pegasus li avevano già) e creando nuove pose, per stare nel mezzo da sbarco, per le esplosioni , per la corsa, togliendo ad esempio le mitragliette grease gun che nel Giugno 44 non erano ancora in dotazione. Le armi sparse sulla spiaggia e in mare sono repliche in resina di quelle presenti nel set Dragon del mezzo da sbarco.



Il diorama ha una base in polistirolo. Sia la collina che il mare e la spiaggia sono pezzi di polistirolo tagliati ed incollati con vinavil fra loro. Per maggior robustezza fra un pezzo e l’altro sono stati inseriti dei perni in legno, ovvero dei lunghi stuzzicadenti da cocktail. Il polistirolo poi è stato lavorato con lime e taglierini per dare la forma irregolare o scavare trincee o postazioni.



Sopra il polistirolo poi è stato passato del semplice economico lo stucco da muro , anch’esso lavorato per creare forme adeguate al terreno. Il tutto è stato ricoperto da un fitto strato d’erba incollato con il vinavil, erba fatta di segatura colorata, setacciata accuratamente fino ad arrivare alle dimensioni adatte alla scala.





La sabbia della spiaggia è vera sabbia della Normandia, di Omaha! Raccolta dal prof Papaccio durante un suo viaggio sui luoghi dello sbarco (proprio come il sergente di "Salvate il soldato Ryan"). Se non è realismo questo!
La stessa sabbia è stata utilizzata per rendere maggiormente realistiche le esplosioni sulla spiaggia. In pratica queste sono fatte con filtri per cappe aspiranti delle cucine (in Polipropilene).  Le esplosioni sul mare, bianche invece sono fatte di schiuma da imballaggio.



I cespugli della collina invece non sono auto costruiti ma sono sacchetti di erba e cespugli per modellismo in commercio (Faller) : abbiamo fatto dei tentativi di usare della gommapiuma, colorata con acrilico verde, ma il risultato era insoddisfacente. Anche usare radici vere non ci ha soddisfatto.
Il mare è uno strato di silicone trasparente, su fondo azzurro grigio, lavorato con un pennello imbevuto di acetone, e poi colorato con il dry brush.



Il risultato finale è sicuramente d’effetto: ma l’effetto più gradito è sicuramente quello degli allievi che si sono talmente appassionati all’impresa da essere diventati delle ottime guide pronte ad illustrare a compagni e adulti tutti i particolari dello sbarco.
Non c’è che dire: obiettivo raggiunto! Dog Green conquistato!






PER APPROFONDIRE

Fra i film: 

“Salvate il soldato Ryan” di Steven Spielberg è sicuramente da vedere, cosi come
“Il giorno più lungo” film degli anni ‘60
“Il grande Uno rosso” del 1980 con Lee Marvin

Fra i libri:

“D-Day. Storia dello sbarco in Normandia” di Ambrose Stephen 2004 Rizzoli editore
Per una visione generale “Normandy 1944 Allied landings and breakout” della Ospreypublishing, collana Campaingn
Oppure “D-Day 1 Omaha Beach” della Ospreypublishing, collana Campaign
Se poi volete farvi una sparatina virtuale fra le fortificazioni tedesche giocate al buon vecchio “Call of Duty 2” della Activision