L'ISTITUTO "BERNA" nasce nel 1921 da un'iniziativa del Comm. Pietro Berna che lasciò i suoi beni immobili a favore della gioventù più bisognosa di Mestre. L'iniziativa benefica venne immediatamente sposata dal Sacerdote e Santo piemontese DON LUIGI ORIONE, fondatore della Congregazione Religiosa: Piccola Opera della Divina Provvidenza (link) che attualmente, attraverso i suoi Religiosi, è impegnata in tutto il mondo. 

In un mondo pluralistico, come quello attuale, caratterizzato da una diversità di culture a confronto fra di loro per il diffuso fenomeno della globalizzazione e il rapido progresso scientifico, la Scuola ha un compito da svolgere che supera il ristretto limite della sola istruzione per contribuire efficacemente alla formazione della persona nella dimensione individuale e sociale e allo sviluppo dell’intera società.La scuola cattolica occupa, tra le diverse istituzioni educative, un ruolo di primaria importanza, ed è sollecitata a prendere coscienza della sua funzione e a elaborare un progetto educativo che:
  • definisca la sua identità;
  • ne espliciti i valori evangelici cui essa si ispira;
  • ne espliciti gli obiettivi sul piano operativo, culturale e didattico e li traduca in termini operativi.
Don Orione – fondatore della Congregazione religiosa “Piccola Opera della Divina Provvidenza” cui è legata la scuola – avvertiva già come si vivesse in un mondo che andava “ridiventando pagano in fatto di Fede, ed è la Fede, soprattutto, e la Carità di Gesù Cristo che devono ricostituire il mondo. Chi voglia veramente educare ed edificare Gesù Cristo nell'anima dei giovani e della società, deve viverle, la fede e la carità di Gesù Cristo; deve farle risplendere nella sua vita; si devono vedere risplendere fin sul suo volto, nelle sue parole, in tutto il suo insegnamento!” (Don Orione, Lettere, Vol. I, p. 360), perché “ fondamento del sistema non solo deve essere la ragione e l'amorevolezza, ma la fede e la religione cattolica – praticata – e il soffio di un'anima e di un cuore di educatore che ami veramente Dio e lo faccia amare, dolcemente, insegnando ai giovani le vie del Signore” (Don Orione, Lettere, vol. I, p. 360).

Il progetto educativo si costituisce, quindi, come criterio ispiratore di tutte le scelte e di tutti gli interventi come la programmazione scolastica, la scelta degli insegnanti, i libri di testo, il piano didattico, i criteri e i metodi di valutazione, tutto in funzione dello sviluppo integrale ed armonico della personalità dell’alunno.La Scuola Primaria e Secondaria di I grado “Berna” si presenta quindi come scuola cattolica, in quanto ha un progetto educativo originale che si ispira ad una concezione cristiana della realtà e della vita, propone valori autentici e motivazioni aventi precisi riferimenti al Vangelo, al Magistero della Chiesa e sull’esempio di San Luigi Orione. Il sacerdote piemontese ha avuto fin dagli albori del suo slancio apostolico un’attenzione tutta particolare per l’educazione dei fanciulli con l’istituzione di scuole di ogni ordine e grado in ogni parte del mondo, finalizzate a guidare i suoi alunni ad operare una sintesi tra fede e cultura, tra fede e vita.

A partire da una consapevolezza di valori qualificanti e irrinunciabili, relativi alla persona, quale il rispetto per la vita, la disponibilità al dialogo, l’impegno per la giustizia e per la pace, la Scuola cattolica pone la figura del bambino e del preadolescente al centro della propria azione educativa, è attenta alla qualità della vita, favorendo relazioni positive tra alunni, tra alunni e insegnanti, tra insegnanti e genitori.È una scuola che valorizza e potenzia le attitudini alla partecipazione, al dialogo e alla collaborazione critica, con assemblee dei genitori, incontri di classe, organizzazione di attività sportive scolastiche ed extra scolastiche, agganci con le realtà culturali del territorio, o con strutture che testimonino l’autentico spirito cristiano di accoglienza e carità evangelica.

La Scuola Primaria e Secondaria di I grado “Berna” si prefigge di condurre l’alunno alla maturazione della sua personalità, perseguendo una educazione scolastica attenta a tutte le dimensioni della persona: corporea, affettiva, sociale, etica e religiosa. In ascolto intelligente delle sollecitazioni e delle esigenze provenienti dal contesto socio-culturale in cui opera, e partendo dall’esperienza concreta degli alunni, la scuola si propone di:
  • sviluppare la capacità di pensare, di riflettere e di valutare, offrendo conoscenze e criteri che aiutino ad interpretare oggettivamente la realtà ed a liberarsi dai diversi condizionamenti;
  • promuovere la scoperta dell’altrui e della propria dignità;
  • far acquisire progressivamente un equilibrio emotivo-affettivo e la capacità di relazioni interpersonali costruttive;
  • guidare all’assunzione di comportamenti aperti al dialogo ed al confronto, improntati ad uno spirito di collaborazione perché gli alunni siano nella società persone positive;
  • orientare a scelte vocazionali e professionali, stimolando la scoperta e la valorizzazione delle proprie attitudini e capacità, in un’ottica di apertura e di servizio agli altri.
In conclusione, è bene ricordare che per un’efficace concretizzazione del progetto educativo è fondamentale lo sforzo congiunto di coloro che hanno responsabilità dirette nella scuola e ne condividono le finalità. Pertanto sono corresponsabili dell’azione educativa il personale docente, religioso e laico, le famiglie e gli alunni, impegnati in ruoli differenti e precise responsabilità.

In definitiva il nostro progetto vuol perseguire uno stile educativo che si esprima in accoglienza attenta e personalizzata, in servizio paziente e generoso, nella compartecipazione delle fatiche dell’educatore e nella reciproca condivisione delle proprie “ricchezze umane” e culturali.Significativo il racconto di Silone, orfano dopo il terremoto in Abruzzo nel gennaio del 1915 e accolto da don Orione nell’Istituto di San Remo nella Riviera Ligure:

«Ciò che di lui, nel ricordo, mi è rimasto più impresso, era la pacata tenerezza dello sguardo. La luce dei suoi occhi aveva la bontà e la chiaroveggenza che si ritrova talvolta in certe vecchie contadine, in certe nonne, che nella vita hanno pazientemente sofferto ogni sorta di tribolazioni e perciò sanno o indovinano le pene più segrete. In certi momenti avevo proprio l’impressione che egli vedesse in me più distintamente di me; ma non era un’impressione sgradevole. Un paio di volte egli interruppe la conversazione, come per aprire una parentesi. “Ricordati di questo”, mi disse a un certo momento, “Dio non è solo in chiesa. Nell’avvenire non ti mancheranno momenti di disperazione. Anche se ti credessi solo e abbandonato, non lo sarai. Non dimenticarlo”. E me lo disse con la stessa voce e la stessa semplicità delle altre cose, ma mi accorsi che i suoi occhi erano lucidi di lacrime».

 Ignazio Silone, Incontro con uno strano prete, da “Uscita di sicurezza” (1965)